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Martedì, Marzo 31, 2020

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I detenuti morti nelle carceri durante le proteste contro le misure in prima battuta adottate dall'amministrazione penitenziaria in materia di corona virus sono inaccettabili. Qualsiasi siano le cause di queste morti, esse denunciano ancora una volta come la vita di chi è recluso non conti nulla.

L'intervento del ministro Bonafede al Parlamento ne è purtroppo palese evidenza. Il fatto che alcune di queste morti - e su questo pure aspettiamo una puntuale informazione - siano dovute ad assunzione di farmaci da parte di alcuni detenuti non mitiga, semmai aggrava, il quadro della situazione. Pur considerando l'eccezionalità del periodo, colpiscono l'approssimazione, l'opacità e il silenzio che sono scesi su queste morti: non sappiamo nemmeno i loro nomi! Per questo abbiamo lanciato l'iniziativa di un Comitato di verità, trasparenza e giustizia su queste morti, grazie all'adesione di un primo gruppo di persone sensibili ai diritti di chi è recluso.

E' ora importante la vostra adesione e il vostro sostegno: insieme faremo informazione e pressione affinché non cali il silenzio su questa tragedia L'iniziativa si pone in continuità e alleanza con tutte le iniziative e le proposte che molte delle nostre associazioni hanno avviato e con l'impegno dei Garanti dei diritti delle persone private della libertà personale a fare luce su quanto accaduto Trovate il testo dell'iniziativa al link https://www.dirittiglobali.it/2020/03/morti-nelle-carceri-appello-per-un-comitato-di-verita-e-giustizia/, dove via via troverete tutti gli aggiornamenti e le informazioni.

Potete sostenere il Comitato segnalando e condividendo fatti, informazioni, notizie e esperienze, e contribuendo a tenere viva l'attenzione attraverso i vostri canali di comunicazione. Ogni suggerimento e proposta per rendere più efficace questa iniziativa è benvenuta.

Potete aderire, come singoli e come associazioni e enti, inviando una mail a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , oggetto: Comitato verità e giustizia

Martedì 25 Febbraio 2020 15:21

La prigione delle donne

 

Presentazione del libro La prigione delle donne. Idee e pratiche per i diritti
di Susanna Ronconi e Grazia Zuffa
Ediesse, 2020

Lunedì 16 marzo 2020 • ore 16.30
Láadan • Centro culturale e sociale delle donne
via Vanchiglia, 3 • Torino

 

Ne discutono con le autrici:
Monica Cristina Gallo garante dei diritti delle persone private della libertà di Torino
Joli Ghibaudi volontaria del Gruppo Abele
Liz O’Neill Sapereplurale

 

Dall’esperienza di laboratori di self empowerment e da una ricerca azione tenuti nelle carceri femminili della Toscana, una riflessione di genere sulla “prigione delle donne” che dà voce alla soggettività di chi è detenuta.
Un viaggio dentro le strategie che le donne oppongono ai meccanismi di sofferenza e minorazione imposti dal carcere, e una nuova riflessione attorno a cosa il contesto sociale – e le donne in particolare - può attivare nella direzione di poter guardare “oltre il carcere”.
Al centro, lo sguardo di genere, la questione dell’affettività e della sessualità e una nuova domanda radicale sulla “riformabilità del carcere”.

Giovedì 19 dicembre ore 18:30 - Sala 900 Polo del ‘900, Torino
Speciale Letter@21 “LiberAzioni 2019”: reading e dibattito
Letter@21, rivista dal carcere di Torino, presenta i dieci racconti finalisti del concorso nazionale di
scrittura del festival delle arti dentro e fuori “LiberAzioni 2019”. Un’occasione per riflettere su
come l’inclusione e la cultura possano abbattere i muri che separano i territori. Il carcere dal
“fuori”, le periferie dal centro.
Intervengono Monica Cristina Gallo (Garante dei diritti delle persone private della libertà Comune di
Torino), Bruno Mellano (Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà Regione
Piemonte), Georges Tabacchi (Co-diretore Biennale della Prossimità e Presidente Consorzio Sociale Abele
Lavoro), Susanna Ronconi (Associazione Sapereplurale) e Valentina Noya (direttrice festival LiberAzioni).
Letture a cura dell’Associazione Quinto Polo.
Quest’anno per il concorso “Io sono tanti, tante”, ideato e curato dalla Cooperativa ETA BETA e
dall’Associazione Sapereplurale, all’interno del festival delle arti dentro e fuori LiberAzioni (progetto
finanziato con il Programma AxTO), sono stati più di cinquanta i racconti pervenuti dalle carceri di tutta
Italia. Dieci i racconti finalisti selezionati per essere sottoposti al giudizio di tre giurie: mista, composta da
professionisti del settore e detenuti dell’alta sicurezza della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di
Torino; popolare, con i partecipanti al laboratorio di scrittura autobiografica tenutosi presso la Biblioteca
Civica “Cognasso” di Torino e dell’Associazione Informazione per il premio Diritti Globali.

Scarica il flyer dell'evento

Leggi il comunicato stampa

Visita il sito di Lettera21 per scaricare il numero speciale con i racconti e gli altri numeri della rivista

Mercoledì 04 Dicembre 2019 16:21

Violenza di genere e populismo penale

Il Seminario "Violenza di genere e populismo penale", che si è tenuto a Torino il 21 novembre presso la Sala Bobbio, organizzato da CCVD (Coordinamento Contro la Violenza sulle Donne), Sapereplurale e Amaryllus Onlus, in collaborazione con CIRSDE (Centro Interdisciplinare di Ricerca e Studio delle Donne e di Genere) con il patrocinio della Città di Torino, può essere visualizzato e ascoltato integralmente sul sito di Radio Radicale.

Leggi l'introduzione al seminario

CCVD (Coordinamento Cittadino contro la Violenza sulle Donne, Città di Torino) – Gruppo Formazione

Si vanno moltiplicando negli ultimi mesi prese di posizione, proposte legislative e proclami sui media, da parte delle forze governative e non, relativi alla risposta legislativa e penale alla violenza contro le donne. Si tratta di proposte basate sull’aumento delle pene di fattispecie di reato già sanzionate dal codice penale e di istituzione di nuove fattispecie di reato, fino alla presentazione di misure destinate a reprimere i responsabili di violenza sul piano psicofisico (come nel caso della cosiddetta castrazione fisica).

Il populismo penale

Definiamo questa tendenza in atto nel campo dei reati contro le donne del tutto interna al populismo penale che affligge oggi molte altre aree della vita sociale e dei comportamenti umani. Il populismo penale è quella modalità del discorso pubblico e dell’azione politica secondo cui il codice penale si candida a strumento di governo di fenomeni sociali complessi, in un processo di semplificazione in cui repressione e controllo penale pervasivo dovrebbero portare, secondo una retorica securitaria, al risultato di una maggiore sicurezza per la maggioranza della popolazione grazie all’isolamento e alla penalizzazione di alcune minoranze “nemiche” della convivenza sociale. Porta con sé non solo più penalizzazione e incarcerazione, nella totale assenza di ogni evidenza su una sua supposta efficacia (il potere deterrente di queste misure si è ampiamente dimostrato nullo) ma ha come inevitabile conseguenza l’abbassamento generale delle garanzie e delle tutele costituzionali e, come risultato strategico, un indebolimento delle politiche di coesione sociale. La risposta punitiva infatti rappresenta uno strumento solo apparentemente risolutore, proprio perché recepito in maniera energica, perché sul piano comunicativo semplice, facilmente comprensibile a tutti nella sua elementare simbologia. Questo processo verso uno “stato penale” sta avvenendo in diversi ambiti e coinvolge diversi soggetti. Esso incorpora pulsioni vendicative e sentimenti di indignazione morale diffusi a livello popolare e esime la politica dalla ricerca di strategie di intervento più onerose e tecnicamente più appropriate. Per la violenza di genere, tutto ciò sta avvenendo in nome delle donne, la cui “difesa” diventa argomento strumentale.

Perché ci riguarda

L’appello alla previsione di più reati, a pene più lunghe, al richiamo all’applicazione di misure cautelari detentive, fino alla patologizzazione della violenza di genere e alla sua “cura” per via chimica, non serve ed anzi nuoce alle donne.

Non serve alle donne, il populismo penale: perché grazie anche al lavoro portato avanti in tutti questi anni da noi le leggi ci sono oggi, le fattispecie di reato anche e le pene previste sono adeguate, e anzi in alcuni casi, nella graduatoria europea, non sono certo le più miti. Se ci sono delle criticità, esse a volte sono state rilevate nell’applicazione di queste leggi e delle sanzioni: ma questo è un problema culturale e sociale, non normativo, non è con la previsione dell’inasprimento delle pene che riusciremo a creare le condizioni per un cambiamento “nel sentire” che necessita quando il tema è quello della violenza di genere. Abbiamo bisogno, invece, di un sistema normativo positivo, che prima di tutto promuova e garantisca concretamente la promozione di diritti e condizioni sociali funzionali a prevenire la violenza. E, non secondariamente, di un sistema che resti attento e vigile verso garanzie e tutele: per noi e per tutti.

Nuoce alle donne, il populismo penale: perché sta dentro a un paradigma secondo cui la violenza di genere è la somma di comportamenti criminali e/o patologici singoli, invece di essere – come è – una questione strutturale, di modello patriarcale della società, di rapporti di potere asimmetrici tra generi. Alle donne servono buone leggi che sanzionino i reati che subiscono, ma non serve la retorica di un “governo penale delle questioni di genere”.

Formazione, consapevolezza, pensiero critico

Siamo consapevoli dei rischi – per le donne e per tutti – che il populismo penale porta con sé sul piano della civiltà giuridica, del diritto e dei diritti, e dell’inganno su cui si basa per quanto attiene alle politiche di genere. Crediamo che la voce di una realtà come il CCVD sia voce autorevole, per competenza, sapere, impegno e pluralismo, e che vada spesa nella direzione della produzione di un approfondimento e di una consapevolezza critica. Per questo, proponiamo di organizzare un seminario, nella settimana del 25 novembre, che faccia chiarezza su questi temi e offra una opportunità formativa a quanti/e operano nel settore, alle associazioni, alle e agli operatori, alla cittadinanza tutta.

Scarica la locandina del seminario

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