Sapereplurale

Lunedì, Novembre 20, 2017

logo saperepluraleSaperi, competenze, pratiche e narrazioni nel sociale
E-mail: info@sapereplurale.net
Associazione di promozione sociale

facebookgoogle plustwitterrss

Il paese di Pavarolo fu scelto da Felice e Daphne Casorati come luogo in cui appartarsi durante il periodo estivo e, infatti, nel 1930, acquistarono la “casetta bianca” da cui non riuscirono mai a togliere “l’odore di fieno e di stalla”, e lì, poco sotto al giardino, il maestro costruì il suo studio, con vista sulle colline di fronte ordinatamente coltivate, presenti in numerosi suoi quadri, e in quel paese, luogo di rifugio per tutta la famiglia durante gli anni della guerra, il suo lavoro, racconta Felice, “diventò più sereno, più sicuro e più calmo”.
Lo studio, a strapiombo sulla valle, è stato, dalla famiglia Casorati affidato, per realizzare il desiderio di Francesco, al Comune di Pavarolo allo scopo di creare un museo permanente e un punto di elaborazione di progetti culturali.
Per ridare vita allo studio, il Comune di Pavarolo ha intrapreso importanti interventi di riqualificazione strutturale e, grazie ad un contributo della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Linee guida per la valorizzazione dei beni storico-artistici” e alla collaborazione con l’Archivio Casorati di Torino, questo spazio potrà aprirsi al pubblico il 22 ottobre con una mostra, curata dal critico e storico dell’arte Francesco Poli, di litografie di Felice Casorati.
In futuro lo Studio-Museo, oltre a ulteriori iniziative espositive, potrà organizzare laboratori di pittura, incisione e disegno rivolti in particolare ai bambini e alle scuole (ma non solo), e incontri mirati sulla storia dell'arte, realizzati in collaborazione con l'Accademia Albertina di Torino.

In collaborazione con il Comune di Pavarolo, Sapereplurale offrirà 4 passeggiate intorno il paese, tutte di domenica:
il 30 ottobre, il 6 novembre, il 13 novembre e il 20 novembre dalle 11-13.

Parliamo dei quadri di Casorati, della campagna, della terra, della bellezza, dei colori; e parliamo anche della meno nota Daphne Maugham, artista e moglie di Casorati. La passeggiata finisce alla casa dei Casorati con una breve scrittura autobiografica.
Tempo permettendo, la nostra passeggiata potrebbe includere non solo il paese dei Casorati, la casa e lo studio ma anche la terra dintorno, i campi e boschi che sono stati protagonisti di tanti quadri e dove i pittori stessi camminavano per poi fermarsi e dipingere...

La prenotazione non è necessaria. Il tour parte davanti il campanile nel centro di Pavarolo alle 11 nelle date citate.

Per ulteriori informazione consultare il sito www.sapereplurale.net oppure www.pavarolo.casorati.net o telefono: 3382538948 Liz O'Neill, Sapereplurale

Pubblicato in Laboratori - Corsi

Il 18 maggio, alle 21.15, in occasione della proiezione del film Cesare deve morire, di P. e V. Taviani alla Casa di Quartiere Vallette, in Piazza Montale 18 a Torino, Gabriele Boccacini e Stefano Bosco raccontano la loro esperienza teatrale con le donne detenute

“Le Vallette” è il nome del quartiere periferico dove siamo riusciti a creare una struttura teatrale fra le più valide di Torino: le Officine CAOS.

“Carcere delle Vallette” è anche il nome abitualmente utilizzato per il penitenziario, ufficialmente denominato Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, che ha la sua sede proprio vicino al teatro.
Ricordo che negli anni 70, quando abbiamo iniziato ad intervenire con un progetto di animazione teatrale nel territorio de Le Vallette, gli abitanti non volevano che venissero costruite le nuove carceri nel proprio quartiere. Alcune azioni teatrali erano state realizzate con la popolazione per manifestare proprio questo dissenso.
Quando agli inizi del 2000 siamo tornati a lavorare in quel quartiere con il progetto “Officine CAOS”, se capitava di dire al telefono che eravamo a Le Vallette, l'interlocutore pensava che fossimo in carcere, tanto era identificato il nome del quartiere con la Casa Circondariale. Per la nostra compagnia risultava quindi naturale, svolgendo un'attività in relazione al territorio, andare a fare teatro, prima o poi, nelle carceri, così vicine alla nostra sede teatrale.

Leggi tutto

Pubblicato in Segnalazioni
Martedì 10 Maggio 2016 10:17

Mostra "eVisioni"

Il 5 maggio è stata inaugurata al Cecchi Point, a Torino, la mostra "eVisioni", locandine di prison movies di tutte le epoche a cura del Museo della memoria carceraria di Saluzzo. La mostra - nell'ambito del progetto L'altro quartiere - per una cultura democratica della pena e del carcere - resterà esposta fino al 15 giugno, giorno della proiezione al Cecchi Point del film L'aria salata, dedicato al tema del rapporto tra padri e figli nel vissuto della detenzione

“Spazi violenti” nelle locandine dei prison movies
La rappresentazione degli spazi carcerari nei manifesti pubblicitari dei prison movies ricalcano schemi iconografici piuttosto ricorrenti. Quando la locandina riproduce lo spazio interno del carcere le immagini si ripetono in modo stereotipato, al di là delle epoche e degli stili cinematografici. La violenza dello spazio carcerario è visivamente riprodotta da tre immagini che assumono il valore di vere e proprie icone: le mura, le sbarre, le catene. Tre sostantivi che derivano da altrettanti verbi che esprimono la violenza connaturata al rinchiudere persone in luoghi separati: murare, sbarrare, incatenare.
Le mura a volte emergono sin dal titolo dell’opera cinematografica come nel caso della traduzione italiana del film comico del 1931 di Stan Laurel e Oliver Hardy Le muraglie. In altri casi il muro è il protagonista principale della locandina: nel cult movies Fuga da Alcatraz il volto da duro di Clint Eastwood spunta da una breccia scavata con un coltellino in un muro su cui è raffigurata l’inquietante isola della baia di San Francisco.
Le sbarre dominano in moltissime locandine. Da quelle che incorniciano il volto seducente di Diana Dors in Furia infernale, a quelle abbracciate da un sorridente Danny Kaye ne Il favoloso Andersen. Da quelle che servono a incastonare i volti dei personaggi di Mery per sempre, a quelle da sfondo ad uno stralunato Woody Allen in Io e Annie e ai classici detenuti in divisa a righe de Il generale Della Rovere. Sino a quelle semplicemente evocate, ombre sfumate sul muro della cella, come nella foto di scena di Papillon dove Steve Mc Queen sembra tentare di scorgere tra di esse un residuo di libertà.
Le catene immagine che ci proviene da forme di reclusione ormai pressoché abbandonate come la relegazione in inaccessibili fortezze dei nostri patrioti risorgimentali. Qui le troviamo a volte rievocate in usi non propriamente carcerari come nella locandina de Lo straniero dove il volto di Marcello Mastroianni è attraversato da una catena che regge un letto a ribalta. In altri casi invece nel loro significato più intenso di strumento di costrizione, come nella locandina de L’uomo di Alcatraz dove Burt Lancaster le mostra quasi con fierezza per evidenziare il suo spirito di resistenza, immagine riproposta con il profilo di Sylvester Stallone in una citazione del tutto esplicita nella locandina di Sorvegliato speciale.

Vai al programma della rassegna

Pubblicato in Mostre
Martedì 10 Maggio 2016 10:07

Passeggiata autobiografica

Domenica 22 maggio, ore 11 e ore 14
Passeggiata (auto)biografica intorno a un villaggio. La Pavarolo di Felice Casorati

Con la nostra guida, Harriet Graham (esperta di architettura e arte) facciamo una passeggiata dolce a Pavarolo, un paese vicino a Torino ma forse non ancora molto conosciuto. Parliamo di Torino quando faceva parte del Grand Tour tanto amato dagli europei e soprattutto dagli inglesi. Parliamo dei quadri di Felice Casorati, della campagna, della terra, della bellezza, dei colori; e parliamo anche della meno nota Daphne Maugham, artista e moglie di Casorati. Una sosta per la scrittura autobiografica nei luoghi più suggestivi del paese.

La passeggiata fa parte del programma di eventi promossa il 22 maggio da ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane (http://www.adsi.it/giornate-piemonte-2016/?reg=adsi-piemonte).

Appuntamento a Pavarolo (ampio parcheggio sulla Strada Provinciale 4/SP4 prima di via Roma).

È previsto un costo di 6 euro.

H. Graham, L. O’Neill

Informazioni: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , cell 3382538948
Iscrizioni a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Pubblicato in Laboratori - Corsi
Martedì 12 Maggio 2015 07:10

Sento dunque sono

Laboratorio di scrittura autobiografica

Il sapore della memoria

Un weekend di riflessione e scrittura accompagnata dai sensi
Da venerdì 19 giungo alle ore 17 a domenica 21 giugno alle ore 13
Clara’s Lodge
Via Monte Grappa 7
Perosa Argentina (TO)

Quando, nel momento di lasciare la chiesa, m’inginocchiavo dinanzi all’altare, sentivo all’improvviso, rialzandomi,
che saliva dai biancospini un odore amaro e dolce di mandorle, e osservavo allora sui fiori certe piccole
zone più bionde, sotto le quali mi figuravo dovesse essere celato quell’odore, come sotto le parti croccanti
il sapore di un frangipane o sotto le lentiggini delle gote della signorina Vinteuil.

(Marcel Proust, La strada di Swann)

Il laboratorio di scrittura autobiografica consentirà ai/alle partecipanti di riportare alla luce e risignificare gli eventi della propria storia personale, riflettendo sul proprio passato, presente e futuro.
I dispositivi utilizzati per evocare i ricordi saranno collegati ai cinque sensi.
I momenti di scrittura individuale si alterneranno alle attività di gruppo che permetteranno la condivisione delle narrazioni e l’approfondimento dei significati evocati nei testi.
Il laboratorio sarà condotto dalla Dott.ssa Lucia Portis. Antropologa, Esperta in metodologie autobiografiche, specializzata in percorsi formativi e ricerca narrativa presso la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari fondata da Duccio Demetrio e Saverio Tutino di cui è collaboratrice e membro del consiglio didattico.

Pubblicato in Laboratori - Corsi
Pagina 3 di 11