Sapereplurale

Domenica, Ottobre 21, 2018

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Associazione di promozione sociale

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Venerdì 17 Febbraio 2017 11:26

Festa 2017 di SaperePlurale

L’associazione Sapereplurale ti invita Giovedì 9 marzo 2017 19.30-22.30
Polo culturale Lombroso 16
- Sala Mario Molinari - Via Lombroso 16 – Torino

19.30-20.45

  • Aperitivo e notizie sulle proposte di Sapereplurale per il 2017
  • Con il Cerchio degli uomini presentazione del video Quando gli uomini si parlano, per l’educazione di genere, contro la violenza alle donne

20.45-22.30

  • Con L’Altramartedì – Circolo Maurice dialogo con Barbara Mapelli sul suo libro L’androgino tra noi (Ediesse 2016) con Patrizia Ottone e Veronica Vennettilli
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Progetto Liberi quartieri

L’altro quartiere” è il carcere. E anche tutti e tutte coloro che, in numero crescente, abitano i quartieri della città dopo essere passati da una cella, o scontando una pena alternativa o gli arresti domiciliari. Vicini di casa di cui non si sa o non si vuole sapere o di cui si diffida. C’è spesso molta distanza tra le parole dell’articolo 27 della Costituzione, che finalizzano la pena al reiserimento sociale, e la realtà di come la società – noi - percepiamo chi in carcere c’è e c’è stato o si appresta ad uscirne.
Essere “buoni vicini di casa” può voler dire incontrare, capire, convivere, promuovere opportunità e, con ciò, fare la differenza. Promuovere una cultura democratica e inclusiva della pena è possibile e necessario, ed è positivo, per tutte e tutti, quelli dentro e quelli fuori. La rassegna di film e i dialgohi “L’altro quartiere” è un'occasione per incontrare, ascoltare, capire, conoscere.
È un'iniziativa nell’ambito di “Liberi quartieri”, progetto di interventi sul e nel carcere promossa dall’Associazione Sapereplurale con Coordinamento Case di quartiere, Case di quartiere di San Salvario, Vallette, Hub Cecchi Point; Antigone Piemonte; Associazione Amici del Museo nazionale del Cinema, Videocommunity, Politecnico di Torino, Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo, Atelier Fulvio Luparia, Rete Culturale Virginia, con il sostegno della Fondazione CRT.

Primo appuntamento:
5 maggio ore 21.00 - Cecchi Point – via Cecchi 17 Torino
Inaugurazione e primo incontro della rassegna “L’altro quartiere”

Inside. Immagini e immaginari del carcere
Vittorio Sclaverani (AMNC) e Susanna Ronconi (Sapereplurale) dialogano con Claudio Sarzotti (Antigone) e con Marco Rabino (detenzioni.it)
Michele Miravalle e Daniela Ronco presentano il web doc Inside Carceri e il Rapporto 2016 di Antigone

Dal 5 maggio al Cecchi Point “eVisioni”, mostra di locandine di prison movies a cura del Museo della Memoria Carceraria di Saluzzo

Scarica la locandina delle iniziative del 5 maggio

Secondo appuntamento:
18 maggio ore 21.15 - Casa di Quartiere Vallette – Piazza Montale 18 Torino
Proiezione del film Cesare deve morire, di P. e V. Taviani

Documentario vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino nel 2012.
Anna Catella (Videocommunity) dialoga con Gabriele Boccacini e Stefano Bosco (Stalker Teatro)

Scarica la locandina dell'iniziativa del 18 maggio

Terzo appuntamento:
27 maggio ore 21.15 - Casa di Quartiere San Salvario – Via Morgari 14 - Torino
Proiezione del film Liberi a meta ('), di Gughi Fassino

V. Sclaverani (AMNC) dialoga con il regista e con W. Rista (Ovale oltre le sbarre) e D. Minervini (Direzione CC Lorusso e Cutugno)

Scarica la locandina dell'iniziativa del 27 maggio

Quarto appuntamento:
8 giugno ore 21.15 - Casa di Quartiere Vallette – Piazza Montale 18 - Torino
Proiezione del film Le rose blu, di A. Gasco, E. Piovano, T. Pellerano

V. D’Amelio (AMNC) dialoga con S.Ronconi e L. Tosi (Ass. Sapereplurale e 3 Giugno), D. Minervini (Direzione CC Lorusso e Cutugno), V. Bruni (Politecnico Torino) e C. Blengino (UniTO, Progetto Spazi Violenti)

Scarica la locandina dell'iniziativa dell'8 giugno

Quinto appuntamento:
15 giugno ore 21.15 - Hub Cecchi Point – Via A. Cecchi 17 - Torino
Proiezione del film L'aria salata, di A. Angelini

A. Catella (VDC) dialoga con G. Grena (Loscarcere, Lodi), P. Lassadro (Consorzio AbeleLavoro) e R. Schillaci (regista)

Scarica la locandina dell'iniziativa del 15 giugno

Sesto appuntamento:
28 giugno ore 21.15 - Casa del Quartiere San Salvario – Via Morgari 14 - Torino
Proiezione del film Tutta colpa di Giuda, di D. Ferrario

V. Sclaverani(AMNC) dialoga con M. Marangi (media educator)

Scarica la locandina dell'iniziativa del 28 giugno

Settimo appuntamento:
13 luglio ore 21.15 - Cecchi Point – Via Antonio Cecchi 17 - Torino
Proiezione del film Dustur, di di M. Santarelli

V. D’Amelio (AMNC) dialoga con il regista e con C. Sarzotti (Antigone)

Ottavo appuntamento:
13 settembre ore 21.00 - Casa del Quartiere di San Salvario – Via Morgari 14 - Torino

I diritti delle persone detenute tra garanzie e violazioni

Dialogo con M.C. Gallo (Garante Torino), E. Kalica (Ass. Ristretti Orizzonti), B. Mellano (Garante Regione Piemonte), M. Palma (Garante nazionale), D. Petrini (Garante Alessandria). Coordina C.Sarzotti (Antigone)

Da poco si sono conclusi i lavori degli stati generali sul carcere, che hanno messo sul tavolo criticità e insieme linee di intervento innovative sul carcere; da poco, accanto ai Garanti locali e regionali, è stata istituita la figura del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute e private della libertà personale. E, come sempre, le condizioni di vita nelle carceri italiane permangono critiche e resta viva, nel corpo sociale e in una parte del discorso politico nazionale, una cultura vendicativa della pena. A che punto sono i diritti delle persone detenute in Italia? Quali le sfide aperte? E perché è importante parlarne?

Nono appuntamento:
5 ottobre ore 21 - Casa del Quartiere Vallette – Piazza E. Montale 18 - Torino

Liberarsi della necessità del carcere: 30 anni dopo

Dialogo con S. Anastasia (Società della Ragione), F. Corleone (Garante detenuti Toscana), A. Cottino (giurista),
M.G. Giannichedda (Fondazione Basaglia), L.Pepino (giurista), S.Segio (Nessuno tocchi Caino)
Coordina G. Torrente (Antigone)

A metà degli anni ’80, non molti anni dopo la riforma del ’75, e a ridosso dei tempi duri delle carceri speciali, un movimento sociale, culturale, cooperativo ha rilanciato la sfida di una società in cui il carcere fosse davvero misura estrema. Una società con meno carcere e più territorio, con meno reclusione e più alternative alla detenzione, una società con meno carcere perché non vendicativa e capace di includere. Cosa vuol dire – cosa potrebbe voler dire - oggi, 30 anni dopo, “liberarsi dalla necessità del carcere”? Come è cambiato il contesto, la società, la cultura della pena? E cosa sta facendo chi per questa liberazione sta lavorando?

Leggi il progetto

Scarica la locandina di tutte le iniziative

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Il 18 maggio, alle 21.15, in occasione della proiezione del film Cesare deve morire, di P. e V. Taviani alla Casa di Quartiere Vallette, in Piazza Montale 18 a Torino, Gabriele Boccacini e Stefano Bosco raccontano la loro esperienza teatrale con le donne detenute

“Le Vallette” è il nome del quartiere periferico dove siamo riusciti a creare una struttura teatrale fra le più valide di Torino: le Officine CAOS.

“Carcere delle Vallette” è anche il nome abitualmente utilizzato per il penitenziario, ufficialmente denominato Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”, che ha la sua sede proprio vicino al teatro.
Ricordo che negli anni 70, quando abbiamo iniziato ad intervenire con un progetto di animazione teatrale nel territorio de Le Vallette, gli abitanti non volevano che venissero costruite le nuove carceri nel proprio quartiere. Alcune azioni teatrali erano state realizzate con la popolazione per manifestare proprio questo dissenso.
Quando agli inizi del 2000 siamo tornati a lavorare in quel quartiere con il progetto “Officine CAOS”, se capitava di dire al telefono che eravamo a Le Vallette, l'interlocutore pensava che fossimo in carcere, tanto era identificato il nome del quartiere con la Casa Circondariale. Per la nostra compagnia risultava quindi naturale, svolgendo un'attività in relazione al territorio, andare a fare teatro, prima o poi, nelle carceri, così vicine alla nostra sede teatrale.

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Martedì 10 Maggio 2016 10:17

Mostra "eVisioni"

Il 5 maggio è stata inaugurata al Cecchi Point, a Torino, la mostra "eVisioni", locandine di prison movies di tutte le epoche a cura del Museo della memoria carceraria di Saluzzo. La mostra - nell'ambito del progetto L'altro quartiere - per una cultura democratica della pena e del carcere - resterà esposta fino al 15 giugno, giorno della proiezione al Cecchi Point del film L'aria salata, dedicato al tema del rapporto tra padri e figli nel vissuto della detenzione

“Spazi violenti” nelle locandine dei prison movies
La rappresentazione degli spazi carcerari nei manifesti pubblicitari dei prison movies ricalcano schemi iconografici piuttosto ricorrenti. Quando la locandina riproduce lo spazio interno del carcere le immagini si ripetono in modo stereotipato, al di là delle epoche e degli stili cinematografici. La violenza dello spazio carcerario è visivamente riprodotta da tre immagini che assumono il valore di vere e proprie icone: le mura, le sbarre, le catene. Tre sostantivi che derivano da altrettanti verbi che esprimono la violenza connaturata al rinchiudere persone in luoghi separati: murare, sbarrare, incatenare.
Le mura a volte emergono sin dal titolo dell’opera cinematografica come nel caso della traduzione italiana del film comico del 1931 di Stan Laurel e Oliver Hardy Le muraglie. In altri casi il muro è il protagonista principale della locandina: nel cult movies Fuga da Alcatraz il volto da duro di Clint Eastwood spunta da una breccia scavata con un coltellino in un muro su cui è raffigurata l’inquietante isola della baia di San Francisco.
Le sbarre dominano in moltissime locandine. Da quelle che incorniciano il volto seducente di Diana Dors in Furia infernale, a quelle abbracciate da un sorridente Danny Kaye ne Il favoloso Andersen. Da quelle che servono a incastonare i volti dei personaggi di Mery per sempre, a quelle da sfondo ad uno stralunato Woody Allen in Io e Annie e ai classici detenuti in divisa a righe de Il generale Della Rovere. Sino a quelle semplicemente evocate, ombre sfumate sul muro della cella, come nella foto di scena di Papillon dove Steve Mc Queen sembra tentare di scorgere tra di esse un residuo di libertà.
Le catene immagine che ci proviene da forme di reclusione ormai pressoché abbandonate come la relegazione in inaccessibili fortezze dei nostri patrioti risorgimentali. Qui le troviamo a volte rievocate in usi non propriamente carcerari come nella locandina de Lo straniero dove il volto di Marcello Mastroianni è attraversato da una catena che regge un letto a ribalta. In altri casi invece nel loro significato più intenso di strumento di costrizione, come nella locandina de L’uomo di Alcatraz dove Burt Lancaster le mostra quasi con fierezza per evidenziare il suo spirito di resistenza, immagine riproposta con il profilo di Sylvester Stallone in una citazione del tutto esplicita nella locandina di Sorvegliato speciale.

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Martedì 02 Febbraio 2016 14:30

La ricerca

recluse

Recluse.
Lo sguardo della differenza femminile sul carcere

di Susanna Ronconi e Grazia Zuffa
con contributi di
Stefano Anastasia, Maria Luisa Boccia, Franco Corleone, Tamar Pitch

Ediesse, 2014

Non sono molte, nel recente panorama italiano, le ricerche che indagano la detenzione femminile, e che soprattutto lo facciano con un approccio qualitativo, capace di dare parola alle protagoniste e ai significati che loro stesse attribuiscono all’esperienza della detenzione. Questo libro nasce dal desiderio di conoscere la soggettività delle donne detenute e dare ad esse voce, senza assecondare visioni “patologizzanti” del reato al femminile né facili stereotipi sulla “debolezza” delle donne detenute. Al contrario, lo sforzo è di rintracciare nelle loro biografie, nelle loro autoriflessioni e valutazioni due diverse “mappe”: quella delle sofferenze, dei fattori di stress e dei momenti critici indotti dalla carcerazione, da un lato; e dall’altro, quella delle risorse, delle strategie personali, in una parola della forza e dei fattori di tenuta, resistenza e resilienza dall’altro, che consente loro non solo di “tenere” durante la detenzione, ma anche, nonostante tutto,di apprendere e immaginare un futuro.

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