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Associazione di promozione sociale

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Martedì 20 Gennaio 2015 18:47

Progetto Mnemosine

Stiamo lavorando per dare vita a un nuovo progetto, Mnemosine. Si tratta di un percorso di sensibilizzazione, animazione culturale e sociale dedicato alla detenzione femminile e ai diritti delle donne detenute, che culminerà nell’installazione di un’opera artistica creata da donne in un luogo della città dedicato alle 11 donne, 9 detenute e due agenti, morte nell’incendio della sezione femminile di Vallette il 3 giugno del 1989.

È stata la più grande tragedia, in termini di vite umane distrutte, del carcere del dopo riforma del 1975. Già allora, un gruppo di donne allora detenute, con il sostegno di molte e molti, prima tra tutti Bianca Guidetti Serra, con l’Associazione “3 giugno”, si attivò perché questa tragedia fosse un insegnamento, e la sicurezza e i diritti di chi è detenuto/a fossero garantiti, prima tra tutti quello alla incolumità e alla vita. Due di queste donne oggi sono socie di Sapereplurale. E oggi intendiamo, a venticinque anni da quella tragedia, trovare un modo affinché la memoria di questo dramma resti viva: per ricordare chi non c’è più, e per ricordare e ricordarci sempre che i diritti di chi è rinchiuso/a per espiare una pena vanno presidiati e difesi, da parte di tutti, istituzioni e società civile. Il progetto ha avuto il consenso e la collaborazione della Città di Torino. In febbraio partiremo con un crowdfunding, seguici sul sito! Progetto in partnership con Rete Culturale Virginia.

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Giovedì 18 Settembre 2014 12:15

Percorso di formazione Biografi "scalzi"

Raccogliere storie come azione sociale
Dal 28 ottobre 2014
c/o Circolo Maurice, via Stampatori 10, Torino

8 incontri settimanali di 3 ore ogni martedì dal 28 ottobre al 16 dicembre 2014, ultimo incontro di verifica e consulenza a gennaio 2015.

Condotto da S. Ronconi e Liz O’Neill.

Moltiplicare lo scambio di storie significa moltiplicare la rete delle relazioni sociali. Lo scambio narrativo è un’azione sociale, che mette in comunicazione soggettività diverse, consente la presa di parola su di sé, permette di riconoscersi ed essere ri/conosciuti dall’altro, e permette di incontrare l’altro lasciandosene attrarre, spesso oltre la distanza o la diffidenza.

Scambiare storie è una delle più antiche pratiche umane, ma può anche essere un’azione sociale da sostenere e curare per facilitare dialoghi inediti e scambi sociali in ambiti diversi: un quartiere, un'associazione, un gruppo. Il metodo autobiografico ci aiuta a costruire contesti narrativi, a promuovere ascolto e scambio di narrazioni e con essi una pratica di democrazia e protagonismo positivo. Il “biografo scalzo” è al tempo stesso testimone e mediatore di storie

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Martedì 16 Settembre 2014 09:16

Parole in cammino

Passeggiate autobiografiche a ritmo lento

A cura dell’Associazione Sapereplurale con Brictour

Domenica 19 Ottobre 2014
da Bric San Vito e ritorno
9.30 – 16.00

Vedi la locandina

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Il sapore della memoria

Un weekend di riflessione e scrittura accompagnate dai sensi
Da venerdì 19 settembre alle ore 17 a domenica 21 settembre alle ore 13
Clara’s Lodge
Via Monte Grappa 7
Perosa Argentina (TO)

Quando, nel momento di lasciare la chiesa, m’inginocchiavo dinanzi all’altare, sentivo all’improvviso,
rialzandomi, che saliva dai biancospini un odore amaro e dolce di mandorle, e osservavo allora sui fiori certe
piccole zone più bionde, sotto le quali mi figuravo dovesse essere celato quell’odore, come sotto le parti
croccanti il sapore di un frangipane o sotto le lentiggini delle gote della signorina Vinteuil
Marcel Proust, La strada di Swann

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Moltiplicare lo scambio di storie significa moltiplicare e approfondire le relazioni. Lo scambio narrativo è un’azione che mette in comunicazione soggettività diverse, consente la presa di parola su di sé, permette di riconoscersi ed essere ri/conosciuti dall’altro, e permette di incontrare l’altro lasciandosene attrarre, spesso oltre la distanza o la differenza. Scambiare storie è una pratica quotidiana, ma può anche essere un’azione intenzionale, da  sostenere e curare per facilitare dialoghi inediti: un’associazione, un gruppo, un collettivo, un’equipe possono – condividendo storie in un contesto narrativo – ri-significare il proprio stare insieme, riandare alle ragioni dell’incontro, trovare nell’altro che sta accanto nuova energia o, semplicemente, conoscersi meglio.

La facoltà di narrare – una facoltà di cui tutti disponiamo, con arte maggiore o minore – è parte di noi.
Limitati nello spazio e nel tempo, opachi a noi stessi, ci affidiamo ai racconti per trascendere i confini della nostra realtà e per elaborare la nostra esperienza, per riconoscerci e per farci riconoscere (Paolo Jedlowski)

Il percorso formativo è un laboratorio di metodologia e di pratica autobiografiche, attento alla dimensione di gruppo, in cui – accanto alla pratica – sono forniti elementi teorici e metodologici.

Condotto da Susanna Ronconi e Liz O’Neill, esperte Libera Università dell’Autobiografia

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